Toolbox

Il Gender Equality Plan (GEP) rappresenta oggi uno degli strumenti centrali attraverso cui le università europee sono chiamate a integrare in modo sistematico la prospettiva di genere nella governance, nella ricerca, nella didattica e nella terza missione. Introdotto dalla Commissione Europea come prerequisito per l’accesso ai finanziamenti Horizon Europe, il GEP si configura come un documento strategico pluriennale volto a promuovere un cambiamento strutturale e duraturo, fondato su un’analisi di contesto sensibile al genere e su un piano d’azione accompagnato da indicatori, cronoprogrammi e sistemi di monitoraggio.

Nella sua formulazione ideale, il GEP non è un mero adempimento formale, ma uno strumento di governance capace di incidere sui processi decisionali, sulle culture organizzative e sulle gerarchie di potere che attraversano le istituzioni accademiche. Le cinque aree prioritarie individuate dalla Commissione Europea – conciliazione vita-lavoro e cultura organizzativa; equilibrio di genere nei processi decisionali; equità nel reclutamento e nelle carriere; integrazione della dimensione di genere nella ricerca e nella didattica; prevenzione della violenza e delle molestie – delineano un quadro ambizioso di trasformazione istituzionale.

Tuttavia, come evidenziato dalla letteratura critica, i GEP operano in un campo segnato da resistenze, ambivalenze e contraddizioni. Essi si collocano all’interno di università attraversate da logiche performative, precarizzazione del lavoro, gerarchie rigide e pratiche generificate radicate. In questo contesto, il rischio è che il GEP venga ridotto a documento burocratico, orientato più alla rendicontazione che alla trasformazione effettiva dei rapporti di potere. Le esperienze precedenti, come il programma Athena SWAN, hanno mostrato come l’impatto trasformativo di tali strumenti dipenda dalla loro capacità di andare oltre l’auto-celebrazione istituzionale e di incidere realmente su strutture, culture e pratiche quotidiane.

In questo scenario si colloca il contributo del progetto europeo UniSAFE – Ending Gender-Based Violence, che ha fornito una delle più ampie indagini empiriche sulla violenza di genere negli ambienti accademici europei. I dati raccolti mostrano con chiarezza la diffusione della violenza di genere, la particolare vulnerabilità di soggettività non binarie e LGBTQ+, e la drammatica sottosegnalazione dei casi a causa di sfiducia, paura di ritorsioni e procedure percepite come inadeguate. Il modello 7P sviluppato da UniSAFE (Prevalenza, Prevenzione, Protezione, Persecuzione, Provision, Partnership, Politica) offre un quadro articolato per tradurre le evidenze empiriche in azioni operative, sottolineando la necessità di un approccio multilivello e integrato.

Il Toolbox GeNoMa si inserisce in dialogo con questo quadro europeo, con l’obiettivo di sostenere le università italiane nel rafforzare la dimensione operativa dei propri Gender Equality Plan, con particolare attenzione alla prevenzione della violenza di genere e alla trasformazione delle norme di genere e delle maschilità che attraversano le culture accademiche.

Questo Toolbox è pensato come uno strumento di lavoro rivolto a più destinatari:

– alle componenti dei GEP (deleghe rettorali, CUG, gruppi di lavoro), che necessitano di strumenti concreti per l’implementazione e il monitoraggio;

– al personale docente e tecnico-amministrativo, chiamato a integrare la prospettiva di genere nelle pratiche quotidiane;

– alle e agli studenti, che rappresentano soggetti attivi nei processi di prevenzione e trasformazione culturale.

Il Toolbox non si propone come repertorio esaustivo né come modello normativo rigido. Al contrario, esso va inteso come uno strumento aperto, situato e in progress, costruito a partire dall’esperienza di ricerca del progetto GeNoMa e in dialogo con le evidenze europee. Le schede, i contributi e gli strumenti operativi qui raccolti intendono offrire un supporto concreto all’azione, consapevoli che ogni contesto istituzionale richiede adattamenti specifici e che il cambiamento strutturale non può essere delegato a un documento, ma deve essere assunto come processo collettivo, partecipato e continuo.

In questa prospettiva, il Toolbox mira a contribuire a una concezione del GEP non come obbligo amministrativo, ma come leva strategica per promuovere giustizia di genere, responsabilità istituzionale e trasformazione culturale nelle università.

 

Ri-conoscere la violenza.

Questa sezione raccoglie materiali con due funzioni distinte e complementari. La prima è conoscitiva: offrire strumenti solidi per comprendere e nominare la violenza di genere (forme, cornici interpretative, contesti di produzione e riproduzione). La seconda è operativa: mettere a disposizione risorse già pronte per essere utilizzate in attività di didattica e formazione (lezioni, incontri di sensibilizzazione, focus group), con l’obiettivo di facilitare momenti di approfondimento e di riflessione guidata. L’insieme non è da intendersi come repertorio esaustivo: è una selezione ragionata, pensata per essere integrata e aggiornata nel tempo.

 

Materiali prodotti all’interno del progetto GeNoMa

 

All’interno di GeNoMa sono stati realizzati prodotti scientifici e divulgativi che costituiscono l’asse portante di questa sezione.

 

Il primo è il volume “Violenza maschile sulle donne. Il ruolo dell’assistente sociale tra sfide e opportunità” (Mariella Popolla, Daniela Bagattini, Genova University Press, 2024),  pensato come strumento di comprensione e supporto all’intervento professionale, con un taglio esplicitamente orientato ai servizi e alle pratiche.

Il secondo è un numero monografico di AG AboutGender – International Journal of Gender Studies realizzato in dialogo con i temi del progetto, Vol. 14 No. 27 (2025): “Rethinking gender-based violence through structural and transformative lenses”, che propone una cornice strutturale e trasformativa per leggere la violenza di genere e discuterne implicazioni teoriche e pratiche.

A questi si affianca il podcast del progetto, “About Gender. Studi d’altro genere”, concepito come prodotto audio di divulgazione scientifica con un focus specifico sulla violenza di genere, utile anche come risorsa didattica e di sensibilizzazione e accompagnato da una toolbox "per saperne di più".

Materiali di contesto per approfondire e orientarsi

Accanto ai prodotti GeNoMa, la sezione include risorse esterne selezionate perché utili a “fare contesto” e a riconoscere configurazioni contemporanee della violenza e delle norme di genere. Un esempio è la sezione del sito della Fondazione Giulia Cecchettin dedicato a link e approfondimenti.

Per comprendere specificamente le dinamiche online e la produzione di discorsi misogini e reazionari, è incluso il numero monografico di AG AboutGender Vol. 10 No. 19 (2021): “Doing masculinities online: defining and studying the manosphere” (a cura di Cannito, Crowhurst, Ferrero Camoletto, Mercuri, Quaglia).

Per chi lavora su governance e politiche universitarie, è incluso il monografico Vol. 12 No. 24 (2023): “Gender Equality Plans. Processes, potentialities, contradictions and resistances in contexts of science production” (a cura di Cannito, Poggio, Tuselli), utile per inquadrare criticamente opportunità e criticità dei GEP nei contesti di produzione della scienza.

Materiali pronti all’uso per didattica, formazione e focus group

La seconda parte della sezione contiene strumenti operativi pensati per l’uso immediato da parte di membri dei GEP, docenti e studenti durante attività di sensibilizzazione e formazione.

Qui rientrano: le flashcard sui diversi tipi di violenza, prodotti come libri, serie tv e film (pensati per accompagnare e integrare i podcast prodotti,  materiali per la conduzione di lezioni e incontri (tracce, stimoli di discussione, domande guida per focus group), e i materiali visuali (manifesti, elementi grafici di campagna) pensati per attivare attenzione e riflessione negli spazi universitari.

In questa sezione sono inoltre presenti i materiali collegati alla campagna campagna #finiscequi, utilizzabili come supporto visuale e come innesco per discussioni guidate. È importante precisare che la campagna nasce presso l’Università di Trento, che l’ha strutturata attraverso poster/locandine, segnalibri e volantini (inclusi materiali con talloncino per conservare i contatti della Consigliera di fiducia), ed è stata resa disponibile come risorsa condivisibile.

In un’ottica di diffusione, UniTrento dichiara di essere disponibile a fornire gratuitamente la campagna ad altre università che ne facciano richiesta, anche in lingua inglese: per ottenere i materiali originali è quindi necessario contattare i loro uffici competenti tramite i canali ufficiali indicati da UniTrento.

Prevenire e Intervenire

Questa sezione raccoglie due tipologie di linee guida che operano su piani distinti ma complementari all’interno delle politiche di uguaglianza di genere dell’Ateneo: da un lato le linee guida elaborate dal progetto GeNoMa in materia di prevenzione e presa in carico della violenza di genere in ambito accademico; dall’altro le linee guida dell’Università di Genova relative all’utilizzo del linguaggio inclusivo.

Le linee guida GeNoMa: prevenzione e presa in carico della violenza

Le linee guida sviluppate nell’ambito del progetto GeNoMa sono orientate a rafforzare la capacità istituzionale di prevenire, riconoscere e gestire situazioni di violenza e molestie nei contesti universitari. Esse si collocano all’interno del quadro dei Gender Equality Plan e si fondano su una concezione strutturale della violenza di genere, intesa non come episodio isolato ma come fenomeno connesso a asimmetrie di potere, norme di genere e dinamiche organizzative.

Le linee guida GeNoMa forniscono indicazioni operative su:

– riconoscimento delle diverse forme di violenza (fisica, psicologica, simbolica, digitale, molestie, abuso di potere);
– procedure di segnalazione e attivazione dei referenti competenti;
– tutela delle persone coinvolte e prevenzione delle ritorsioni;
– definizione chiara delle responsabilità istituzionali;
– integrazione delle misure nel quadro del GEP e nei regolamenti di Ateneo.

L’obiettivo è contribuire a rendere i meccanismi di prevenzione e presa in carico più chiari, accessibili e coerenti con gli standard europei in materia di contrasto alla violenza di genere, evitando sia approcci meramente formali sia pratiche di gestione informale non strutturate.

Queste linee guida sono pensate in primo luogo per le componenti dei GEP, per i soggetti con responsabilità istituzionali e per chi opera nei servizi di supporto, ma rappresentano anche un riferimento per docenti, personale tecnico-amministrativo e rappresentanze studentesche.

Le linee guida  sul linguaggio inclusivo

Accanto alle indicazioni in materia di prevenzione della violenza, la sezione include le linee guida sull’utilizzo del linguaggio inclusivo.

Tali linee guida disciplinano la redazione di atti, comunicazioni ufficiali, materiali didattici e testi istituzionali, con l’obiettivo di garantire una rappresentazione non discriminatoria e rispettosa delle differenze.

Il linguaggio costituisce infatti una dimensione centrale della cultura organizzativa: la nominazione dei ruoli, delle cariche e dei soggetti contribuisce a rendere visibili o invisibili determinate presenze e a consolidare o mettere in discussione gerarchie simboliche. Le linee guida UniGe forniscono criteri condivisi per l’uso delle forme di genere nei titoli professionali, per la costruzione di testi inclusivi e per evitare espressioni stereotipate o escludenti.

La compresenza, in questa sezione, delle linee guida GeNoMa e di quelle sul linguaggio risponde a una logica di integrazione tra prevenzione della violenza e trasformazione delle pratiche comunicative: entrambe operano sul piano della responsabilità istituzionale e contribuiscono alla costruzione di un ambiente accademico più equo e consapevole.

Anche in questo caso, i documenti qui raccolti non sono da considerarsi definitivi o esaustivi: essi rappresentano strumenti di orientamento che richiedono aggiornamenti periodici e un’applicazione coerente nelle pratiche quotidiane dell’Ateneo.

GEAR Gender Equality in Academia and Research dell’ European Institute for Gender Equality

Nel 2015 l’European Institute for Gender Equality (EIGE) ha progettato e messo a disposizione il GEAR (Gender Equality in Academia and Research), un dispositivo pensato per università ed enti di ricerca con l’obiettivo di ridurre le disparità di genere. Lo strumento fornisce linee di intervento e strumenti operativi utili a promuovere processi di trasformazione istituzionale orientati all’uguaglianza (EIGE 2022).

I Gender Equality Plans in Italia

In questa sezione presentiamo una banca dati dedicata ad alcuni Gender Equality Plans (GEP) adottati in contesti universitari e di ricerca, selezionati come esempi significativi di strategie, azioni e dispositivi di governance per il contrasto alle disuguaglianze di genere.

La raccolta intende offrire uno strumento operativo e comparativo, utile a orientare la progettazione, l’implementazione e il monitoraggio di nuovi GEP, valorizzando pratiche già sperimentate e adattabili ai diversi contesti istituzionali.

Raccontare la violenza

Archivio delle campagne di sensibilizzazione contro la violenza di genere in Italia

Nel contesto delle politiche di prevenzione della violenza di genere, le campagne di sensibilizzazione svolgono un ruolo cruciale. Esse contribuiscono a promuovere consapevolezza, a ridefinire le cornici interpretative del fenomeno e a favorire cambiamenti culturali che rappresentano una condizione necessaria per l’efficacia delle misure istituzionali. In particolare, nell’ambito dei Gender Equality Plan (GEP), le azioni di comunicazione e sensibilizzazione costituiscono uno strumento strategico per intervenire sulla cultura organizzativa, rendere visibili le diverse forme di violenza e rafforzare la responsabilità collettiva.

Nonostante la loro rilevanza, in Italia manca un archivio sistematico che raccolga e renda accessibili le campagne di sensibilizzazione sulla violenza di genere realizzate nel tempo. Questa lacuna rende difficile studiarne l’evoluzione, confrontarne le strategie comunicative, analizzarne i messaggi e trarre indicazioni utili per la progettazione di nuove iniziative, anche in ambito universitario e nell’attuazione dei GEP.

Per rispondere a questa esigenza, nell’ambito del progetto GeNoMa è stata costruita una tabella che raccoglie e sistematizza le campagne di sensibilizzazione realizzate nel nostro Paese. L’archivio rappresenta un primo passo verso la costruzione di una risorsa condivisa, utile per chi si occupa di policy, ricerca, attivismo e governance universitaria.

La tabella offre una panoramica delle iniziative esistenti, evidenziandone:

– i soggetti promotori e il contesto di realizzazione;
– i target di riferimento;
– i messaggi centrali e le cornici narrative adottate;
– le metodologie e gli strumenti comunicativi utilizzati.

L’obiettivo non è valutare in modo definitivo le campagne, ma fornire una base documentale che consenta analisi comparative e riflessioni critiche. In questa prospettiva, l’archivio può costituire un supporto anche per i gruppi di lavoro dei GEP nella progettazione di azioni di comunicazione coerenti con le priorità europee e con gli obiettivi di prevenzione della violenza di genere.

La tabella è concepita come uno strumento aperto e aggiornabile. Chiunque voglia segnalare campagne non incluse può contribuire scrivendo a genoma@unige.it, partecipando così alla costruzione di una memoria collettiva delle strategie di sensibilizzazione contro la violenza di genere in Italia.

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